(Lettura 5 minuti)

I camini: dimensionamento e relative normative di riferimento

18 febbraio, 2026

Nel settore industriale, ogni componente di un impianto termico contribuisce in modo determinante al rendimento complessivo, alla sicurezza operativa e alla conformità normativa. Tra questi elementi, il camino – spesso sottovalutato nella fase progettuale – riveste un ruolo cruciale. Non si tratta semplicemente di un condotto di scarico, ma di un sistema attivo, capace di influenzare in modo diretto l’efficienza della combustione, la stabilità del processo e l’impatto ambientale dell’impianto. In ambito civile, la canna fumaria è spesso standardizzata, ma negli impianti industriali le esigenze sono molto più complesse, sia per le dimensioni sia per le condizioni di esercizio.

Un camino correttamente progettato garantisce il giusto tiraggio, previene fenomeni pericolosi come la condensazione acida o i ritorni di fumi. Al contrario, errori nel dimensionamento possono portare a inefficienze, malfunzionamenti e persino a violazioni normative. Per questo motivo, l’analisi tecnica della linea fumi non può essere relegata a un dettaglio esecutivo: deve essere integrata fin dalle prime fasi progettuali come parte essenziale della strategia di efficientamento dell’intero impianto.

In questo articolo ci concentreremo sulle caratteristiche del camino, sul suo corretto dimensionamento e sulle normative tecniche e ambientali da rispettare. Un percorso tecnico che mira a fornire criteri pratici e strumenti utili per evitare errori comuni, massimizzare l’efficienza e garantire il pieno rispetto delle normative vigenti.

INDICE DEI CONTENUTI:

Camini: dimensionamento e norme di riferimento indistrialiTerminali JET

Il corretto dimensionamento della linea fumi

La progettazione di un camino industriale parte da una domanda fondamentale: quali sono le condizioni operative a cui il sistema dovrà rispondere?

In altre parole, occorre analizzare attentamente tutti i parametri del generatore – potenza termica, temperatura dei fumi, pressione disponibile, portata massima e composizione del gas combusto – e considerare l’intera configurazione dell’impianto, inclusi eventuali percorsi orizzontali, curve, accessori di filtrazione o recupero energetico.

Un errore comune è sottovalutare la resistenza aerodinamica del condotto, ovvero l’opposizione che il camino esercita al passaggio dei fumi.

Se questa è troppo alta rispetto alla spinta disponibile (tiraggio naturale o pressione positiva del ventilatore), si rischiano ristagni, riflussi o spegnimenti del bruciatore. Viceversa, un camino sovradimensionato può ridurre la velocità dei fumi, con conseguente raffreddamento e rischio di condensa acida – altamente corrosiva – sulle pareti del condotto.

Altrettanto importante è il tema della rumorosità: aumento di velocità del flusso o riduzione della sezione di passaggio nei condotti possono generare vibrazioni e turbolenze udibili anche a grande distanza.

Un dimensionamento corretto deve quindi garantire:

  • stabilità del tiraggio;
  • compatibilità con la curva caratteristica del bruciatore;
  • riduzione dei punti critici (curve strette, restringimenti);
  • resistenza meccanica e termica dei materiali.

Tutti aspetti che incidono direttamente sul rendimento della combustione e sulla sicurezza complessiva dell’impianto. In questo contesto, la selezione del giusto bruciatore con il corretto allestimento, in sinergia con una linea fumi progettata su misura, rappresenta la base per un impianto efficiente e conforme.

 

Tipologie di camini industriali e sistemi fumari

Central Biomasa Medina del campo2

Nel panorama industriale esistono diverse configurazioni di camini e condotti fumo, ognuna pensata per adattarsi a specifiche esigenze tecniche, costruttive e normative.

I principali criteri di classificazione includono la tipologia costruttiva, i materiali utilizzati, il sistema di tiraggio (naturale o forzato) e la disposizione geometrica (verticale, orizzontale, coassiale, multitubo).

A livello costruttivo, si possono distinguere i camini monoparete (privi di coibentazione) da quelli doppia parete isolati, più diffusi per garantire stabilità termica e sicurezza anche a temperature elevate.

I materiali più impiegati sono l’acciaio inox AISI 316L per la sua elevata resistenza alla corrosione, soprattutto in presenza di condense acide; i materiali ceramici o refrattari in impianti ad alte temperature; e, in alcuni casi specifici, materiali plastici per basse temperature (come per fumi post-condensazione). Nei sistemi più complessi si adottano configurazioni multitubo, dove più generatori scaricano in un collettore comune, oppure soluzioni ibride con componenti metallici e sezioni murarie.

Anche la disposizione fisica del camino è rilevante. Un canale da fumo orizzontale eccessivamente lungo o tortuoso genera perdite di carico importanti. Per questo motivo, la norma richiede angoli dolci, pendenze minime e accessi ispezionabili.

Inoltre, in presenza di ventilatori, scambiatori, silenziatori o sistemi di abbattimento delle emissioni, il progetto deve tenere conto della prevalenza residua totale disponibile. La presenza di by-pass fumi, valvole di sovrapressione, o sistemi di recupero del calore (come gli economizzatori) complica ulteriormente il dimensionamento, ma è fondamentale per aumentare l’efficienza complessiva dell’impianto.

picture_1

 

Normative tecniche per il dimensionamento industriale dei camini

In ambito industriale, il dimensionamento dei camini è regolato da normative tecniche specifiche che stabiliscono criteri, metodi di calcolo e requisiti di sicurezza.

Tra le più rilevanti c'è la UNI EN 13384-2, che disciplina il calcolo termodinamico dei sistemi fumari asserviti a più apparecchi funzionanti contemporaneamente. La norma consente di verificare, attraverso calcoli analitici, la compatibilità tra la portata dei fumi, le perdite di carico del sistema e le condizioni operative dei generatori collegati. È uno strumento utilizzato anche come riferimento progettuale nei sistemi industriali complessi, dove è frequente la presenza di collettori comuni e più camini interconnessi.

Un’altra normativa tecnica di riferimento è la UNI 10641, specifica per la progettazione e verifica delle canne fumarie collettive a tiraggio naturale, destinate ad apparecchi a gas di tipo C con ventilatore nel circuito di combustione. La norma definisce i requisiti relativi ai materiali, alla resistenza meccanica e termica del sistema fumario e alla sua idoneità a sopportare le pressioni e le temperature di esercizio. Particolare attenzione è dedicata alla verifica delle condizioni di pressione (depressione, sovrapressione o pressione neutra) in relazione al tipo di apparecchio e alle modalità di scarico, per garantire sicurezza e corretta evacuazione dei prodotti della combustione.

Infine, va ricordata la UNI EN 15259 (oggi recepita come UNI ISO 15259), che definisce i requisiti generali per la progettazione delle sezioni e dei punti di prelievo nei camini e nei condotti di scarico. Questa normativa è fondamentale per garantire la conformità agli obblighi di monitoraggio ambientale imposti dalle autorizzazioni AUA o AIA. Gli impianti industriali devono infatti predisporre camini idonei ad accogliere strumenti di misura, ispezione e campionamento, in condizioni che garantiscano la rappresentatività del dato e non ne alterino la qualità. In questo senso, il camino industriale diventa parte integrante del sistema di monitoraggio delle emissioni, contribuendo alla tracciabilità e al rispetto delle soglie emissive previste dalla legge.

 

Norme ambientali e regolamenti sulle emissioni in atmosfera

Oltre agli aspetti tecnici, la progettazione dei camini industriali deve rispondere a precise disposizioni ambientali, spesso vincolanti e severe.

In Italia, il riferimento normativo principale è il Decreto Legislativo 183/2017, che recepisce la Direttiva 2015/2193 dell’Unione Europea sulle emissioni da impianti medi di combustione (tra 1 MW e 50 MW). Il decreto definisce limiti emissivi specifici per NOx, CO, SOx e polveri, nonché obblighi relativi alla frequenza dei controlli, ai sistemi di campionamento e alla reportistica ambientale.

Dal 1° gennaio 2025 sono in vigore nuovi valori di emissione di ossido di azoto in atmosfera.

Un aspetto fondamentale regolato da queste norme è il posizionamento del punto di immissione in atmosfera. La legge impone che lo scarico avvenga a tetto e ad altezza sufficiente da garantire la corretta dispersione dei fumi, evitando ricircoli o inquinamento localizzato. L’altezza minima del camino industriale è solitamente fissata in base alla potenza dell’impianto e alla morfologia del sito, tenendo conto della distanza da edifici circostanti e del rischio di ristagni.

Inoltre, i camini industriali devono essere predisposti per il campionamento rappresentativo dei fumi, come previsto dalla norma UNI EN 15259, e per il monitoraggio continuo (sistemi CEMS) nei casi previsti. L’intero sistema di scarico deve rientrare nel quadro delle Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA) o delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA), a seconda della tipologia di impianto.

Un errore nel posizionamento o nella progettazione del camino può quindi non solo compromettere l’efficienza dell’impianto, ma anche determinare non conformità ambientali rilevanti.

 

Progettare il camino come parte dell’efficientamento dell'impianto

58d34986-5038-4580-b6d5-a53e18613d5d

Il camino industriale non è un semplice accessorio né una componente passiva. È, a tutti gli effetti, un elemento strategico dell’intero impianto termotecnico e merita un’attenzione progettuale pari a quella riservata ai generatori di calore o ai sistemi di combustione. La sua corretta progettazione contribuisce direttamente al raggiungimento di tre obiettivi fondamentali: efficienza energetica, continuità operativa e conformità normativa.

La scelta del giusto bruciatore con il corretto allestimento, integrato con un sistema fumario progettato su misura, rappresenta una delle azioni più concrete e misurabili per l’efficientamento dell’impianto. Ecco perché ogni progetto industriale dovrebbe partire da una domanda chiave: “il camino è davvero all’altezza dell’impianto che lo alimenta?”

Se vuoi possiamo aiutarti a trovare una risposta. Contatta il nostro team di tecnici.

New call-to-action

 

Articolo realizzato in collaborazione con Jeremias.
ufficio@jeremias.it

Iscriviti al nostro Blog!

Weishaupt
thermo condense

La fonte di calore affidabile
Scarica la guida
book-img